STUDIO DELLA TECNICA · KANSETSU-WAZA

Ude-hishigi-waki-gatameCome funziona e come migliorarlo

Tieni il polso con entrambe le mani, assesta l’ascella sul dorso del gomito e tieni il tuo peso sulle ginocchia: il waki-gatame si controlla con una base stabile accanto a uke, mai lasciandosi cadere su un braccio intrappolato.

Nome giapponese
腕挫腋固
Significato
Leva al braccio con l’ascella
Classificazione
Kansetsu-waza (leve articolari) · Katame-waza (tecniche di controllo)
In questa guida
Uke a faccia in giù o in ginocchio; tori in ginocchio al lato destro di uke, leva sul braccio destro disteso di uke

Una leva a braccio teso in cui l’ascella fa da morsa

L’ude-hishigi-waki-gatame, di solito abbreviato in waki-gatame, è la leva al braccio con l’ascella. Waki è l’ascella o il fianco; ude-hishigi (“schiacciare il braccio”) è il nome di famiglia delle leve a braccio teso. Nell’elenco dei nomi delle tecniche del Kodokan è una delle kansetsu-waza (leve articolari) all’interno delle katame-waza (tecniche di controllo). La videoteca tecnica dell’IJF dà l’etichetta inglese “armpit lock” (leva con l’ascella) e questa definizione, tradotta dal testo inglese: “Una leva. Dal lato destro dell’avversario, usa entrambe le mani per afferrare il suo polso destro e blocca il suo braccio sotto la tua ascella, poi controllalo applicando pressione contro l’articolazione del suo gomito.”

Quella frase fissa gli elementi essenziali: tori lavora dal lato destro di uke; entrambe le mani afferrano il polso destro di uke; il braccio di uke è bloccato sotto l’ascella di tori; e la pressione agisce contro l’articolazione del gomito. Non dice se uke è in piedi, in ginocchio o a terra, quale ascella di tori si usa né come è sostenuto il corpo di tori. Sono proprio le domande che decidono se un waki-gatame è sicuro, e sono anche quelle su cui si concentra il regolamento di gara, quindi questa guida le rende esplicite.

La nostra convenzione: uke è a faccia in giù sul tatami o a quattro zampe, con il braccio destro disteso in avanti o di lato. Tu, tori, sei in ginocchio al lato destro di uke. Entrambe le tue mani tengono il polso destro di uke; la tua ascella sinistra si assesta sul dorso del braccio destro di uke, appena sopra il gomito. Il tuo peso resta sulle ginocchia. Quale ascella usare e dove inginocchiarti esattamente sono dettagli comunemente insegnati, da far confermare al tuo tecnico sulla dimostrazione del Kodokan. Per l’altro lato inverti tutto.

Nomi che incontrerai: waki-gatame, ude-hishigi-waki-gatame e, in inglese, “armpit lock” e “armpit armlock”. Etichette generiche come “armbar” o “straight armlock” coprono anche il juji-gatame, l’ude-gatame e l’hiza-gatame, quindi nei tuoi appunti scrivi il nome completo.

A chi è rivolta questa guida: a judoka che fanno ne-waza (lotta a terra) sotto supervisione e a cui un tecnico ha già presentato le kansetsu-waza. Il waki-gatame comporta un rischio specifico che le altre leve condividono meno: quando lo si tenta da una presa in piedi e tori si lascia cadere, uke non può usare il braccio intrappolato per attutire la caduta. La sezione 11 riporta che cosa dice l’attuale regolamento IJF sulle leve in piedi e che cosa è cambiato rispetto all’edizione precedente. Le regole di sicurezza sono indicate una sola volta, alla fine della sezione 4.

La forma ufficiale e un esercizio didattico

KODOKAN · 腕挫腋固 / Ude-hishigi-waki-gatame (serie KODOKAN × IJF ACADEMY 100 Techniques, pubblicato il 30 maggio 2021, 0:52).
Apri questo video su YouTube se il lettore non è disponibile.

È la dimostrazione ufficiale Kodokan–IJF Academy. Ne abbiamo verificato titolo, editore, data di caricamento, durata e la descrizione della serie fornita dall’editore; non l’abbiamo analizzata fotogramma per fotogramma e non descriviamo le posizioni dei dimostratori. Guardala con quattro domande:

  1. Dov’è uke quando arriva l’ascella: in piedi, in ginocchio o a terra? Cambia nel corso della clip?
  2. Come è sostenuto tori nel momento del controllo: sulle ginocchia, sui piedi o in parte su uke?
  3. Quale ascella copre il braccio di uke, e quanto è vicina al gomito?
  4. Che cosa fanno le due mani con il polso: lo tengono fermo, lo sollevano o lo girano?
welcomematstevescott · Waki Gatame (Armpit Lock) (pubblicato il 9 novembre 2012, 1:02). Riferimento didattico indipendente.
Apri questo video su YouTube se il lettore non è disponibile.

L’editore descrive atleti che allenano il waki-gatame “come reazione alla presa alle gambe o al cambio di guardia dell’avversario” (in inglese “as a reaction to the opponent’s leg grab or judo switch”). Ne abbiamo verificato titolo, editore, data, durata e descrizione, non il contenuto, e non attribuiamo alcuna indicazione al presentatore. Prima di prendere spunto da qualcosa, nota il contesto: secondo l’attuale regolamento IJF, afferrare le gambe in tachi-waza (tecniche in piedi) è di per sé sanzionato e le kansetsu-waza dalla posizione in piedi sono un atto proibito (sezione 11), quindi un esercizio costruito attorno a una presa alle gambe riflette un regolamento o uno scopo di allenamento diverso. Usa la clip per una sola domanda: quando il braccio viene preso, come arriva a terra chi sta sopra, e il braccio è sotto carico durante quella discesa? Poi confronta con la base in ginocchio della sezione 4.

L’occasione è un braccio disteso su un uke rivolto verso il tatami

Il waki-gatame richiede un braccio teso o quasi teso, lontano dal corpo di uke, e un uke con il petto rivolto verso il tatami, così che il dorso del gomito sia rivolto verso l’alto, verso la tua ascella. Tre domande decidono se l’occasione è reale: Entrambe le tue mani possono arrivare al polso senza che tu ti alzi dalle ginocchia? Il gomito punta verso l’alto? La tua ascella può arrivare sopra il gomito mentre il tuo peso resta sulla tua base?

Uke a quattro zampe allunga o appoggia il braccio in avanti

Un uke che si difende a quattro zampe spesso distende il braccio vicino per appoggiarsi, per afferrarti la manica o la cintura, o per gattonare via verso il bordo. Se sei in ginocchio al lato destro di uke e il suo braccio destro è disteso, il polso è davanti a te e il gomito punta verso l’alto: è l’occasione di riferimento. La finestra dura finché il braccio resta fuori; quando uke riporta il gomito sotto il petto, la leva non c’è più.

Uke si gira a faccia in giù per uscire da un’immobilizzazione

Dalle immobilizzazioni laterali, chi sta sotto e si gira dall’altra parte appiattendosi lascia spesso il braccio superiore disteso sul tatami. Sei già accanto a uke, vicino a quel braccio. Prima di prenderlo, verifica che il petto di uke sia davvero rivolto verso il tatami; un uke girato a metà ha il gomito rivolto di lato, e allora l’ascella caricherebbe la spalla.

Uke atterra a faccia in giù dopo la tua proiezione o sfuggendole

Quando una proiezione finisce con uke che ruota fino a trovarsi a faccia in giù, la tua presa sulla manica può ancora tenere il braccio destro disteso. È un’occasione di ne-waza solo dopo che sei sceso in ginocchio accanto a uke. Il regolamento IJF distingue tori in posizione eretta che attacca un uke già in posizione di ne-waza dalle kansetsu-waza applicate in tachi-waza (sezione 11); in qualunque modo un arbitro classifichi la tua azione, la regola di allenamento qui è più semplice: prima inginocchiati, poi fai la leva.

In piedi: dove si ferma questa guida

Il waki-gatame da una presa in piedi, contro un braccio teso e rigido, compare nella letteratura judoistica più vecchia e in altri sistemi di lotta. Nel judo IJF attuale rientra nelle regole sulle kansetsu-waza dalla posizione in piedi, con sanzioni fino all’hansoku-make (sezione 11), e comporta il rischio di caduta descritto sopra. Questa guida non insegna un’entrata in piedi. Parla delle applicazioni in piedi solo con il tuo tecnico, per il regolamento con cui ti alleni davvero.

Quando il waki-gatame non è la risposta

Se uke è sulla schiena, il gomito è rivolto verso il basso, contro il tatami; lì le opzioni a braccio teso sono l’ude-gatame o il juji-gatame. Se il braccio è piegato con la mano vicina alla testa di uke, potrebbe adattarsi una leva a braccio piegato come l’ude-garami, dalla posizione adatta. Se il gomito è stretto sotto il corpo di uke, lavora su un ribaltamento o su un’immobilizzazione invece di tirare fuori il braccio facendo leva.

Polso tenuto, ascella assestata, base sulle ginocchia, poi pressione

Il waki-gatame è una leva con tre punti. Le tue mani fissano il polso di uke. La tua ascella sta sul dorso del braccio, appena sopra il gomito. La spalla di uke, tenuta vicina al tatami, è l’altra estremità. La pressione sul gomito viene da un piccolo cambiamento nel rapporto tra mani e ascella mentre la tua base resta ferma. Il peso del tuo corpo non è la pressione: è ciò che va tenuto lontano dal braccio.

Che cosa è definitorio e che cosa no: l’IJF fissa il lato (il destro di uke), entrambe le mani sul polso destro di uke, il blocco con l’ascella e la pressione contro l’articolazione del gomito. La posizione di partenza di uke a faccia in giù, la tua base in ginocchio, la scelta dell’ascella sinistra e la direzione del piccolo sollevamento sono dettagli comunemente insegnati di una forma, segnalati per il tuo tecnico.

  1. In ginocchio accanto alla spalla destra di uke

    Prima di tutto il resto, le tue ginocchia sono sul tatami al lato destro di uke, vicino alla sua spalla destra, con le anche abbastanza basse da poter restare lì senza toccare uke. Verifica: se uke sparisse all’improvviso, resteresti dove sei? Se cadessi in avanti, la tua base è su uke, e più tardi sarà sul braccio.

  2. Entrambe le mani sul polso destro

    Entrambe le tue mani tengono il polso destro di uke, come specifica la definizione dell’IJF. Tieni il polso, non la mano né le dita: girare o piegare la mano non fa parte di questa leva. Verifica: se uke prova a piegare il gomito o a ruotare l’avambraccio, le tue due mani riescono a fermarlo?

  3. Gomito che punta verso l’alto

    Il braccio di uke è teso, con la punta del gomito rivolta verso l’alto, verso la tua ascella. Con uke a faccia in giù e il braccio disteso sul tatami, questo è l’orientamento naturale; se uke ha cominciato a girarsi, il gomito è rivolto di lato. Verifica: il tecnico guarda la punta del gomito di uke prima che l’ascella scenda; se è rivolta di lato, ricomincia da capo.

  4. Ascella sinistra sul dorso del braccio, appena sopra il gomito

    La tua ascella sinistra si assesta sul dorso della parte superiore del braccio di uke, vicino al gomito, e la parte superiore del tuo braccio è allineata lungo il braccio di uke. L’ascella blocca; non preme ancora. Verifica: troppo verso la spalla di uke, la leva è corta e carica la spalla; sull’avambraccio, il gomito può piegarsi. Il tecnico tocca il gomito, e la tua ascella dovrebbe essere appena dal lato della spalla rispetto a esso.

  5. Spalla vicina al tatami

    La spalla destra di uke resta bassa. Se si solleva, il braccio fa perno sulla spalla invece che sul gomito. Verifica: uke prova a sollevare leggermente la spalla destra; il solo blocco con l’ascella la tiene giù senza che tu aggiunga peso?

  6. Pressione piccola e lenta

    La pressione viene da un piccolo sollevamento del polso con le mani, o da un piccolo assestamento dell’ascella, mentre le tue ginocchia e le tue anche restano ferme, a passi che uke può seguire. Verifica: il tecnico chiama “tieni così” a metà pressione e tu riesci a fermarti subito. Se non riesci a fermarti perché stai cadendo, la base ha ceduto al passo 1.

Il rilascio fa parte della meccanica

A una battuta, a uno “stop” detto a voce o a qualsiasi segno di dolore: prima smetti di sollevare e abbassa il polso, poi solleva l’ascella dal braccio di uke, poi apri le mani. Sollevare l’ascella mentre le mani stanno ancora sollevando il polso può lasciare il gomito sotto carico. Allena questo ordine a ogni ripetizione.

Regole di sicurezza articolare per ogni ripetizione: supervisione di un tecnico; la tua base sulle tue ginocchia prima che l’ascella tocchi il braccio; non cadere, non lasciarti andare e non gettare mai il peso del tuo corpo su un braccio intrappolato; nessuna entrata in piedi in allenamento a meno che il tuo tecnico non abbia progettato l’esercizio; pressione a piccoli passi, che si possano fermare; uke batte alla prima sensazione chiara, e battere significa lasciare subito; pressione solo sul gomito, mai sulla spalla, sul polso, sul collo o sulla colonna. Se puoi usare le kansetsu-waza dipende dalla categoria d’età, dal grado e dalla manifestazione: verificalo con il tuo tecnico prima della pratica con resistenza. Le sezioni successive danno per scontate queste regole.

Cinque indicazioni su base e ordine

La sezione 4 verifica ogni contatto da solo. Queste indicazioni verificano l’ordine e la base, ed è questo che rende il waki-gatame sicuro o pericoloso. Usane una per serie, con pressione nulla o minima.

  1. Ginocchia a terra prima delle mani

    Entrambe le ginocchia toccano il tatami prima che entrambe le mani siano sul polso. Verifica: chi osserva guarda il tuo secondo ginocchio che appoggia e la tua seconda mano che arriva, e dice che cosa è venuto prima.

  2. Mani prima dell’ascella

    Entrambe le mani tengono il polso prima che l’ascella scenda. Verifica: se uke piega il gomito nel momento in cui l’ascella tocca, le mani sono arrivate tardi.

  3. Orienta il gomito, poi blocca

    Di’ “su” solo quando la punta del gomito è rivolta verso la tua ascella. Verifica: detto e vero; “di lato” significa ricominciare da capo, non premere di più.

  4. Il peso resta sulla tua base

    Durante la pressione, le tue anche non si spostano verso uke e le tue ginocchia restano piantate. Verifica: riprendi di lato. Anche che scivolano in avanti significano che il tuo peso si sta spostando sul braccio.

  5. Abbassa, solleva, apri

    Rilascia nell’ordine allenato: abbassa il polso, solleva l’ascella, apri le mani. Verifica: al segnale “lascia” del tecnico, il polso sta già scendendo prima che l’ascella si sollevi?

Se l’indicazione 1 o l’indicazione 4 fallisce anche una sola volta, interrompi la serie e torna alla fase 1 della sezione 10: quelle due riguardano il cadere, non la qualità tecnica.

Perché il braccio sfugge, la spalla prende il carico o tori cade

Fai la diagnosi partendo dal primo movimento non voluto; ogni voce è un’ipotesi da verificare con il tuo tecnico.

“Uke piega il gomito e tira il braccio sotto il corpo.”

Cause possibili: le tue mani tenevano l’avambraccio invece del polso; la tua ascella è arrivata sull’avambraccio, sotto il gomito; oppure l’ascella è arrivata prima che le mani avessero il controllo.

Come distinguerle: fermati quando l’ascella appoggia e lascia che uke provi un piegamento lento. Se il gomito si piega sotto la tua ascella, l’ascella è bassa; se l’avambraccio oscilla nelle tue mani, è la presa; se uke ha piegato prima che tu appoggiassi, è l’ordine.

Correzione: intervieni solo sulla causa individuata; di solito prima le mani sul polso (punto chiave 2), ascella appena sopra il gomito. Valutazione: cinque ripetizioni contro lo stesso piegamento lento; conta i gomiti che restano tesi senza alcuna pressione applicata.

“Uke lo sente nella spalla.”

Cause possibili: la tua ascella era troppo in alto sul braccio, verso la spalla; la spalla di uke si è staccata dal tatami; oppure uke era a metà sul fianco, quindi il gomito era rivolto di lato e la leva agiva sulla spalla.

Come distinguerle: a pressione zero il tecnico controlla la posizione dell’ascella, l’altezza della spalla e la direzione della punta del gomito.

Correzione: fermati, lascia, ricostruisci: ascella più vicina al gomito, petto di uke rivolto verso il tatami. Non premere mai più forte per “trovare” il gomito. Valutazione: a ogni ripetizione della serie successiva, uke riferisce dove compare la prima sensazione con una pressione minima.

“Perdo l’equilibrio e cado sul braccio.”

Cause possibili: sei partito da accovacciato o in piedi; le tue ginocchia erano lontane da uke, quindi hai dovuto sporgerti; oppure uke si è mosso e tu l’hai seguito con il corpo invece di lasciare andare il braccio.

Come distinguerle: guarda dov’erano le tue ginocchia quando l’ascella ha appoggiato, e che cosa si è mosso per primo quando hai perso l’equilibrio: uke o tu.

Correzione: questo è un errore di sicurezza, non un dettaglio tecnico. Torna alla fase 1 e ricostruisci la base: ginocchia accanto alla spalla di uke, anche basse, nessuna inclinazione in avanti. Se uke si muove, lascia il braccio e ristabilisci la posizione. Valutazione: il tecnico osserva una serie completa; qualsiasi caduta sul braccio chiude la serie.

“Uke rotola in avanti sopra la spalla e la leva sparisce.”

Cause possibili: la spalla di uke era libera di sollevarsi; la tua ascella era lasca; oppure la pressione è arrivata abbastanza veloce da spingere uke a cercare di rotolare via.

Come distinguerle: il rotolamento è cominciato prima o dopo la prima pressione? Prima indica il blocco; dopo indica la velocità.

Correzione: tieni bassa la spalla con il blocco, non con il peso, e applica la pressione lentamente. Se nei vostri esercizi uke possa rotolare come difesa è una decisione del tecnico; non inseguire mai un uke che rotola con un braccio sotto carico. Valutazione: uke tenta lo stesso rotolamento lento a ogni ripetizione; annota se il solo blocco lo ferma.

“Uke si gira verso di me e il gomito punta di lato.”

Cause possibili: il braccio libero (sinistro) o il ginocchio di uke ha spinto per girarsi; le tue mani hanno lasciato ruotare il polso; oppure eri in ginocchio così in avanti che le anche di uke erano libere.

Come distinguerle: chiedi a uke che cosa ha avviato la rotazione: anche, spalla o polso.

Correzione: una rotazione che parte dal polso è un problema di presa; una che parte dalle anche significa che la tua posizione ha lasciato libere le anche di uke, cosa che un tecnico potrebbe correggere con la posizione delle ginocchia. In entrambi i casi interrompi la pressione appena il gomito gira. Valutazione: conta le rotazioni che hanno girato il gomito prima che tu ti fermassi.

“La pressione arriva all’improvviso.”

Cause possibili: il braccio di uke era già vicino all’estensione completa quando l’hai bloccato; hai sollevato il polso in un solo movimento; oppure il tuo peso si è spostato sull’ascella.

Come distinguerle: misura il tempo dal blocco alla prima sensazione. Un tempo molto breve con una base ferma indica l’estensione di partenza o la velocità del sollevamento; qualsiasi movimento delle anche indica il peso.

Correzione: blocca senza alcun sollevamento, fai una pausa, poi solleva a piccoli passi; uke batte alla prima sensazione chiara, non al dolore. Valutazione: il tecnico osserva una serie; qualsiasi arrivo improvviso a fine corsa ti riporta al blocco senza pressione.

Segui il braccio che si allontana dal corpo

Questi sono schemi di allenamento editoriali che cominciano e finiscono nel ne-waza. Non sono descrizioni dei video collegati.

TARTARUGA: LEGGI IL BRACCIO

Uke a quattro zampe: waki-gatame, ribaltamento o mantieni il controllo

Partenza: uke a quattro zampe, tu in ginocchio al lato destro di uke con il petto a contatto con la sua schiena. Risposta del compagno, tre casi: (a) uke distende il braccio destro in avanti per appoggiarsi o gattonare; (b) uke tiene entrambi i gomiti stretti contro le ginocchia; (c) uke si gira verso di te per passare seduto. Azione successiva: (a) è l’occasione di questa guida: entrambe le mani al polso destro mentre le ginocchia restano piantate, poi l’ascella si assesta. (b) non offre nessun braccio; lavora sul ribaltamento o sul controllo che insegna il tuo tecnico. (c) cambia il compito, che diventa fermare la rotazione. Arresto o ripartenza: se il gomito di uke torna sotto il petto prima che la tua ascella sia sopra, lascialo andare e mantieni il contatto con il petto.

DALL’USCITA ALLA LEVA

Immobilizzazione laterale → uke si gira a faccia in giù → waki-gatame

Partenza: tieni uke dal lato destro nello yoko-shiho-gatame. Risposta del compagno: uke si gira dall’altra parte a faccia in giù e lascia il braccio destro disteso sul tatami. Azione successiva: resta sulle ginocchia, portale vicino alla spalla destra di uke, prendi il polso con entrambe le mani, poi assesta l’ascella. Arresto o ripartenza: se uke è girato solo a metà, con il gomito rivolto di lato, non bloccare; segui uke nel controllo da dietro o torna all’immobilizzazione come ti è stato insegnato.

DA LEVA A LEVA

Ude-gatame → waki-gatame

Partenza: stai lavorando l’ude-gatame su un uke sdraiato sulla schiena. Risposta del compagno: uke si gira dall’altra parte a faccia in giù, togliendo il gomito dalla linea di spalla e collo ma lasciando il braccio disteso. Azione successiva: lascia l’ancoraggio dell’ude-gatame, tieni le ginocchia accanto a uke e ricostruisci la forma del waki-gatame dal passo 1. In questa guida la leva è definita dal lato destro di uke; se il braccio su cui lavoravi è il sinistro di uke, sei sul lato speculare. Arresto o ripartenza: se uke continua a rotolare, lascia andare il braccio; non tenere un braccio teso mentre uke ruota.

SE LA LEVA FALLISCE

Waki-gatame → controllo o immobilizzazione

Partenza: la tua ascella è sul braccio di uke. Risposta del compagno: uke rotola sulla schiena o si gira verso di te e libera il gomito. Azione successiva: lascia il polso, poi segui la rotazione di uke in un’immobilizzazione laterale come lo yoko-shiho-gatame o il kesa-gatame, quella che il tuo tecnico ha insegnato da quell’angolazione. Se uke finisce sulla schiena con un braccio teso verso il tuo collo, l’opzione successiva è l’ude-gatame. Arresto o ripartenza: se uke arriva in ginocchio di fronte a te, il compito del turno è cambiato; segui la regola di posizione concordata.

A ogni tentativo annota due fatti oltre al risultato: se le tue ginocchia erano a terra prima delle mani, e se uke è finito sotto controllo. Questi due numeri dicono più del conteggio delle battute.

A faccia in giù tieni i gomiti vicini al corpo, e batti presto

Ogni difesa toglie una delle condizioni della sezione 4: il polso tenuto, il gomito che punta verso l’alto, l’ascella sopra il gomito o la spalla di uke vicina al tatami.

Prevenzione: non appoggiare un braccio teso lontano dal corpo

A quattro zampe o piatto a faccia in giù, un braccio che si allunga in avanti o di lato è l’occasione. Le posizioni difensive insegnate con i gomiti vicini alle ginocchia o sotto il petto non lasciano alcun braccio da bloccare.

Difesa precoce: piega e ritira prima che arrivi l’ascella

Mentre le mani di tori stanno ancora arrivando, piegare il gomito e riportare il braccio sotto il corpo toglie la leva. Quando entrambe le mani tengono il polso, piegare è più difficile, ma potrebbe ancora funzionare se l’ascella non si è assestata.

Uscita: cambia la direzione del gomito

Girarsi in modo che il gomito non punti più verso l’alto cambia la linea, e lo stesso fa il rotolamento, ma rotolare con un braccio intrappolato è una tecnica che il tuo tecnico deve insegnare e autorizzare; non è un riflesso da tentare quando la pressione è già in corso. Contro un blocco con l’ascella assestato e il gomito teso, batti.

Esposizione di tori ai contrattacchi

Il waki-gatame impegna entrambe le tue mani su un solo polso. Il tuo petto non è su uke e le sue anche sono libere, quindi un tentativo fallito può permettere a uke di girarsi e trovarsi di fronte a te. Per questo il percorso “se la leva fallisce” della sezione 7 torna subito al controllo.

Per chi difende: batti con la mano libera o con un piede, oppure di’ “stop”, alla prima sensazione chiara nel gomito. Non cercare di alzarti, di tuffarti in avanti né di strappare il braccio da sotto l’ascella. Tori lascia subito.

Dove compare il braccio disteso, e che cosa viene dopo

Il waki-gatame compare soprattutto quando uke si difende a faccia in giù. Questa mappa mostra dove tende a presentarsi l’occasione e che cosa devi mantenere; è un aiuto allo studio, non un elenco di entrate garantite.

Situazioni che possono offrire la leva con l’ascella
SituazioneBraccio che può distendersiChe cosa deve restare controllato
Uke a quattro zampeIl braccio vicino che si appoggia in avanti o cerca la tua manicaLe tue ginocchia piantate accanto alla spalla di uke; contatto con il petto finché le mani non si muovono
Uke piatto a faccia in giùIl braccio vicino disteso sul tatamiIl petto di uke rivolto verso il tatami; le tue anche basse
Uscita dallo yoko-shiho-gatameIl braccio superiore lasciato fuori mentre uke si gira dall’altra parteLa tua posizione accanto a uke mentre l’immobilizzazione cede
Uscita dal kesa-gatameIl braccio che stavi tenendo, se uke si gira verso il tatamiLa tua base; il braccio è già nelle tue mani, quindi il rischio è inseguirlo
Dopo una proiezione, uke ruota a faccia in giùIl braccio dal lato della manica, ancora nella tua presaTu in ginocchio prima di qualsiasi leva; vedi la sezione 11

Dopo la leva

Quando uke esce, dai un nome alla nuova posizione: uke sulla schiena (un’immobilizzazione, o l’ude-gatame se un braccio teso arriva al tuo collo), uke in ginocchio di fronte a te (ripartenza, oppure in piedi se il turno lo consente) o uke ancora a faccia in giù (controllo dal lato o da dietro). In un turno il cui compito è il controllo, un tentativo di leva che permette a uke di trovarsi di fronte a te è una posizione persa, anche se ha quasi funzionato.

Per una progettazione più ampia delle sedute di ne-waza, vedi la guida agli esercizi di ne-waza.

Da una base in ginocchio ai turni di posizione

Ogni fase comincia sulle ginocchia. Passa alla fase successiva solo quando il criterio è soddisfatto sotto gli occhi del tecnico.

  1. Base e blocco senza pressione

    Uke è a faccia in giù con il braccio destro disteso di lato. Tori si inginocchia, prende il polso con entrambe le mani e assesta l’ascella sinistra, senza alcun sollevamento. Uke prova un piegamento lento, un sollevamento della spalla e una rotazione verso tori. Criterio: tutti e tre vengono fermati dalla struttura, e le anche di tori non si spostano mai verso uke.

  2. Pressione minima fino al primo segnale

    Dal blocco verificato, tori solleva il polso o assesta l’ascella a piccoli passi; uke riferisce dove comincia la sensazione e batte; tori esegue l’ordine di rilascio. Criterio: la prima sensazione è sempre al gomito, ogni battuta produce un rilascio immediato, e il tecnico non vede mai il peso di tori spostarsi.

  3. Entrata da quattro zampe con una reazione

    Uke a quattro zampe, tori al lato destro. Al segnale del tecnico uke distende il braccio destro oppure lo tiene stretto. Tori prende la leva solo su un braccio disteso, dalle ginocchia, oppure mantiene il controllo. Criterio: nessun tentativo su un braccio stretto, ginocchia a terra prima delle mani ogni volta, e uke sotto controllo dopo ogni tentativo abbandonato.

  4. Turni di posizione dalla tartaruga

    Turni brevi: uke a quattro zampe cerca di alzarsi o di girarsi verso tori; tori cerca di mantenere il controllo e può tentare il waki-gatame su un braccio disteso o un ribaltamento in un’immobilizzazione. La battuta o la perdita di controllo chiude il turno. Criterio: il tecnico non vede alcun tentativo partito in piedi, nessuna caduta sul braccio, e scelte che corrispondono al braccio offerto da uke.

Il lavoro in piedi non è una fase di questa progressione. Se il tuo tecnico insegna un passaggio dalla posizione in piedi a terra, il primo esercizio è scendere in sicurezza sulle ginocchia senza alcun braccio intrappolato.

Che cosa dice oggi il regolamento IJF, che cosa è cambiato, e due piste di video

Il 14 ottobre 2026 abbiamo letto il testo arbitrale delle IJF Sport and Organisation Rules che la Commissione arbitrale dell’IJF indica attualmente come versione 21.01.2026 (pagine 125–191 di quel documento) e l’abbiamo confrontato con l’edizione precedente datata 12.03.2024.

La precedente regola esplicita sul waki-gatame

L’edizione del 12.03.2024 elencava, all’articolo 18.2.2 (“Hansoku-make per atti contrari allo spirito del judo”), punto 5: lasciarsi cadere direttamente sul tatami mentre si applicano o si tenta di applicare tecniche come l’ude-hishigi-waki-gatame. L’hansoku-make di quel gruppo significa che l’atleta non può proseguire la competizione. Molti riferimenti esistenti, tra cui articoli enciclopedici molto noti, descrivono ancora questa clausola.

Il testo attuale

Nel testo arbitrale del 21.01.2026 non abbiamo trovato alcuna menzione del waki-gatame per nome. Le disposizioni che ora regolano le leve in piedi valgono in generale per le kansetsu-waza e gli shime-waza:

  • Articolo 11.2(g): “Matte!” quando un atleta esegue o tenta kansetsu-waza o shime-waza dalla posizione in piedi; “verrà dato shido”.
  • Articolo 18.1.2, punto 29 (shido): kansetsu-waza o shime-waza in tachi-waza, senza una tecnica di proiezione del judo o con una a “rischio di lesione più basso”, quando uke ha la possibilità di sfuggire, eseguite con una o due mani su un braccio.
  • Articolo 18.2.2, punto 5 (hansoku-make, l’atleta non può proseguire): le stesse azioni con un “rischio di lesione più elevato”, quando uke non ha alcuna possibilità di sfuggire.
  • Articolo 18.2.2, punto 7(a): qualsiasi azione che possa mettere in pericolo o ferire l’avversario, in particolare il collo o le vertebre della colonna.

Lo stesso testo precisa che tori in posizione eretta può applicare kansetsu-waza o shime-waza quando uke è in posizione di ne-waza. Che cosa significa per lo studio, non per l’arbitraggio: un waki-gatame tentato da una presa in piedi e finalizzato lasciandosi cadere direttamente sul tatami è il tipo di azione di cui si occupano le disposizioni attuali, e nell’edizione precedente era nominato esplicitamente. Come viene classificata un’azione specifica (shido o hansoku-make) è una decisione dell’arbitro. I regolamenti nazionali, giovanili e delle singole manifestazioni possono essere diversi; nel testo dell’IJF non abbiamo trovato disposizioni sulle kansetsu-waza specifiche per i cadetti e non abbiamo esaminato i regolamenti nazionali.

Due piste di video dell’IJF

Il 14 ottobre 2026 abbiamo controllato due voci della videoteca tecnica dell’IJF. Ognuna elenca incontri sotto l’etichetta waki-gatame di un’atleta; che cosa sia successo in quegli incontri non è verificato.

Cerić–Yamakawa, Grand Slam di Baku 2017. La pagina dell’IJF intitolata “Waki-gatame by CERIC Larisa” (“Waki-gatame di Larisa Cerić”) elenca l’incontro del Grand Slam di Baku 2017 tra Larisa Cerić (BIH, bianco) e Camila Yamakawa (BRA, blu), tra tre incontri elencati.

Öztürk–Vladimirova, Grand Prix del Portogallo 2024. La pagina dell’IJF intitolata “Waki-gatame by OZTURK Hilal” (“Waki-gatame di Hilal Öztürk”) elenca l’incontro del Grand Prix del Portogallo 2024 tra Hilal Öztürk (TUR, bianco) e Daria Vladimirova (AIN, blu), tra tre incontri elencati.

Verificato: titoli delle pagine, eventi, coppie, colori ed etichette. Non verificato: se l’azione ha dato punteggio, è stata sanzionata o è avvenuta in ne-waza; il minutaggio; la posizione precedente. Non abbiamo guardato le immagini. Entrambi gli eventi precedono il testo del 21.01.2026, quindi sono stati arbitrati secondo edizioni precedenti.

Domande per la visione

  1. Posizione di partenza: uke era in piedi, in ginocchio o piatto quando il braccio è stato preso?
  2. Base di tori: nel momento del controllo, tori era in ginocchio, in piedi o stava cadendo?
  3. Ascella e gomito: l’ascella stava appena sopra il gomito, e il gomito puntava verso l’alto?
  4. Intervento dell’arbitro: c’è stato un punteggio, un “Matte!” o una sanzione?

Annota solo ciò che mostra la telecamera; segna il resto come “non visibile”.

Il waki-gatame e le altre leve al gomito

L’elenco del Kodokan nomina le leve ude-hishigi come tecniche distinte. Le loro definizioni IJF hanno in comune il gomito come bersaglio e differiscono per che cosa ancora il braccio.

Che cosa cambia tra leve al braccio affini
TecnicaForma del braccioAncoraggio / che cosa applica la pressione (formulazione dell’IJF, riassunta)Orientamento abituale di uke in queste guide
Ude-hishigi-waki-gatameTesoEntrambe le mani sul polso; braccio bloccato sotto l’ascella di toriA faccia in giù o a quattro zampe
Ude-hishigi-ude-gatameTesoPolso tra la spalla e il collo di tori; entrambe le mani premono il gomito dall’altoSulla schiena
Ude-hishigi-juji-gatameTesoEntrambe le mani sul polso; parte superiore del braccio tra le cosce di toriSulla schiena
Ude-hishigi-hiza-gatameTesoIl ginocchio di tori preme il gomitoVedi quella guida
Ude-garamiPiegatoEntrambe le braccia di tori avvolgono un braccio e lo torconoSulla schiena

Il waki-gatame e il juji-gatame cominciano allo stesso modo, con entrambe le mani sul polso; la differenza è il secondo ancoraggio (ascella o cosce) e l’orientamento di uke. Il waki-gatame e l’ude-gatame tengono entrambi tori in ginocchio accanto a uke; la differenza è se il gomito è rivolto verso l’alto perché uke è a faccia in giù (ascella dall’alto) o perché il braccio è stato girato con il lato del pollice verso il basso su un uke sdraiato sulla schiena. L’ude-hishigi-sankaku-gatame, la leva a triangolo, è un’ulteriore leva del Kodokan studiata nella sua guida.

Varianti all’interno del waki-gatame

Varianti della posizione di partenza: uke piatto, a quattro zampe o mentre si gira uscendo da un’immobilizzazione; ognuna cambia il modo in cui si tiene bassa la spalla. Lato dell’ascella: alcune forme usano l’altra ascella con un diverso orientamento del corpo; chiedi al tuo tecnico quale usa il tuo programma e non mescolarle all’interno di un esercizio. Le applicazioni in piedi appartengono alla discussione sul regolamento della sezione 11 e ad altri sistemi; non sono una variante che questa guida insegna. Se il risultato non blocca il braccio sotto l’ascella con pressione sul gomito, probabilmente si tratta di una tecnica diversa.

Una seduta: le ginocchia prima delle mani

Compito: con l’accordo del tuo tecnico, esegui la fase 3: uke a quattro zampe, tu al lato destro, uke che sceglie al segnale del tecnico tra distendere il braccio destro e tenerlo stretto. La pressione, se c’è, è lenta e si ferma alla prima battuta.

Situazione
Uke a quattro zampe; tori in ginocchio al lato destro di uke.
Il mio obiettivo
Entrambe le ginocchia a terra prima di entrambe le mani; le anche non si spostano mai verso uke.
Che cosa ho notato
Ho preso un braccio stretto? Dov’era la mia ascella rispetto al gomito? Il mio peso si è spostato?
Domanda per il tecnico
“Quando il braccio è sfuggito, è stata la mia presa, la posizione della mia ascella o la mia base?”
Prossima decisione
Mantenere il compito, tornare a base e blocco senza pressione o aggiungere il percorso dall’uscita dall’immobilizzazione laterale.

Un esempio di annotazione di revisione

Esempio illustrativo, non dati di allenamento misurati: “Dieci segnali, sei braccia distese. Ho rinunciato a tutte e quattro le braccia strette. Sulle sei, le mie ginocchia erano a terra per prime cinque volte; una volta ho allungato le mani da accovacciato e il tecnico ha interrotto la serie. Due braccia si sono piegate perché la mia ascella è arrivata sull’avambraccio. Prossima seduta: prima le ginocchia, e ascella appena sopra il gomito.”

L’annotazione separa decisioni, base e posizione dell’ascella, e registra l’interruzione per sicurezza come un’informazione. Conservala nel modello di diario di allenamento o in Judo AI, così la seduta seguente comincia dalla base e non da una nuova entrata.

Fonti, autori e revisione

A cura di Judo AI · Revisione editoriale del testo inglese: 14 ottobre 2026 · Edizione italiana: 15 ottobre 2026. Gli elementi essenziali (il lato destro di uke, entrambe le mani sul polso destro di uke, il blocco con l’ascella e la pressione contro il gomito) vengono dalla definizione dell’IJF. La posizione di partenza di uke a faccia in giù, la base in ginocchio, l’ascella sinistra, la verifica del gomito verso l’alto e l’ordine di rilascio sono letture editoriali della pratica comunemente insegnata, segnalate perché il tecnico le confermi sulla dimostrazione del Kodokan. Esercizi, diagnosi e criteri sono proposte editoriali di Judo AI per la pratica sotto supervisione, non un programma validato. Una revisione da parte di un tecnico di judo indicato per nome non è ancora avvenuta. Anteprima editoriale in italiano, non ancora riletta da un judoka di madrelingua italiana.

Regole e ambito di sicurezza: questa è una guida di studio per il judo praticato sotto supervisione, non un manuale arbitrale. La sezione 11 parafrasa le disposizioni dell’IJF indicate sopra; gli arbitri le applicano ad azioni specifiche, e i regolamenti nazionali, giovanili e delle singole manifestazioni possono essere diversi. Prima di usare le kansetsu-waza in randori o in gara (shiai), verifica con il tuo tecnico le restrizioni per categoria d’età e grado. Non lasciarti mai cadere su un braccio intrappolato, e battere significa lasciare subito, in ogni contesto.

Riferimento ufficiale alle 100 tecniche · Guide di allenamento.